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Cervara di Roma: il borgo scolpito nella roccia dove esiste il Monte Rushmore d’Italia

Cervara di Roma: il borgo scolpito nella roccia dove esiste il Monte Rushmore d’Italia

È appoggiata in alto, severa e luminosa, come se la montagna l’avesse tenuta lì per proteggerla. Siamo nel Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, e Cervara di Roma attende a 1.053 metri d’altezza. Un numero che ne fa il borgo più alto della Città Metropolitana di Roma e tra i più alti del Lazio.
Il motivo per cui oggi molti la cercano non è però solo la vista (che è ampia, fisica, quasi “alpina”). È un’altra cosa, rarissima e ancora più rara se si pensa che siamo a un’ora scarsa dalla Capitale. Un intero versante della montagna trasformato in un museo a cielo aperto, con volti e totem incisi nella pietra. Un soprannome, ormai, circola spesso: il “Monte Rushmore d’Italia”. Non perché qui ci siano presidenti, ma perché la roccia, a un certo punto, ha iniziato ad avere facce. E fanno davvero impressione.

Il “Monte Rushmore d’Italia”: dove la montagna diventa ritratto

Monti Simbruini
Monti Simbruini

Un volto emergere dalla roccia, con l’erba che cresce accanto. È un’immagine che non assomiglia a nessuna “gita fuori porta”. L’immagine che tutti ricordano di Cervara di Roma è quella dei volti scolpiti nella roccia, incastonati tra le fratture del calcare: profili umani che emergono come se fossero sempre stati lì. Il cuore di quello che è a tutti gli effetti un racconto scolpito nella pietra che si apre letteralmente sotto il cielo è la Scalinata della Pace, un percorso scenografico che dal centro storico sale verso i resti della rocca, tra totem, pagine di libri e figure nella roccia. È negli anni Ottanta che Cervara viene definita “paese scolpito nella roccia”, grazie al lavoro degli allievi del prof. Vincenzo Bianchi dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, che trasformano la montagna in un museo diffuso. Carlo Rubbia firmò il manifesto costitutivo del “Museo” per i suoi contenuti umanistici e, dal 1991 la scalinata è legata alla dedicazione della “Montagna d’Europa” alla Pace.
Cervara di Roma non è dunque soltanto un semplice esempio di land art in Italia, ma un luogo dove ogni pietra lascia emergere un’idea precisa di arte come messaggio civile, resa immortale poiché incisa direttamente nella materia più dura che c’è.

Cosa vedere a Cervara, il paese degli artisti oltre la montagna scolpita

Cosa vedere a Cervara di Roma
Cosa vedere a Cervara di Roma

Cervara non è diventata “artistica” per caso. Nell’Ottocento il suo paesaggio – duro, verticale, pieno di luce – ha attirato pittori e viaggiatori come Ernest Antoine Hébert, Samuel F.B. Morse e Ludwig Adrian Richter. Perfino il poeta Rafael Alberti dedicò dei versi a questo paese che evidentemente, ai suoi occhi, doveva veramente avere qualcosa di speciale.
Cervara è un paese verticale: ti regala bellezza se accetti la sua grammatica fatta di rampe e dislivelli. L’impianto urbano antico con stradine, slarghi e rampe gradinate attraversano l’abitato in più direzioni, proprio per superare il forte dislivello.
Tra le cose da non saltare durante una visita a Cervara di Roma ci sono la piazza principale e i punti panoramici da cui ammirare la Valle dell’Aniene, che si svela come fosse un mare di montagne, e i resti della Rocca, o ciò che ne rimane nel punto più alto del paese.

Cervara di Roma ha una forza rara: un borgo di montagna vicino a Roma che si è inventato un linguaggio contemporaneo senza tradire la propria natura.

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