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In Valle d’Aosta c’è un castello che sembra quello di Cenerentola: Castel Savoia, la fortezza liberty della regina

In Valle d’Aosta c’è un castello che sembra quello di Cenerentola: Castel Savoia, la fortezza liberty della regina

Castel Savoia è quella fiaba “vera” ai piedi del Monte Rosa. Perché ci sono castelli che ti raccontano il Medioevo, e poi c’è Castel Savoia che fa una cosa diversa: ti racconta la nostalgia elegante di un’epoca in cui la villeggiatura era un rituale, la montagna un rifugio e la bellezza un linguaggio quotidiano.

Castel Savoia, storia e dove si trova

Lo vedi comparire a Gressoney-Saint-Jean, in località Belvedere (nome che la dice lunga), con le torri che sembrano cappelli di pietra e un profilo che pare uscito da una illustrazione. Non è un effetto speciale: è che questo castello è nato già come sogno.
La parte migliore delle fiabe è quando diventano realtà. Castel Savoia lo è: venne edificato tra il 1899 e il 1904, e la prima pietra fu posata il 24 agosto 1899. Non stiamo parlando di un maniero antico “aggiustato” nel tempo: qui siamo davanti a una residenza di fine Ottocento/inizio Novecento, progettata per essere insieme immaginario e comfort.
Nel 1981 il castello è stato acquistato dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta, diventando così patrimonio pubblico e visitabile.
Castel Savoia è scenografico senza essere eccessivo. Le torri slanciate, le facciate in pietra e quella sensazione “nordica” e quasi irreale che dialoga benissimo con i boschi intorno. E poi c’è la posizione: ai piedi del colle della Ranzola, nel punto in cui la valle si apre e il panorama si fa ampio, pulito, solenne. Il paesaggio non è sfondo, è parte della trama. Perché a Castel Savoia la fiaba non è solo architettura: è la relazione con la valle e con il Monte Rosa.

Castel Savoia, cosa vedere nel castello della Regina

Castel Savoia, cosa vedere
Castel Savoia, cosa vedere

Castel Savoia nasce come residenza di villeggiatura legata alla figura di Regina Margherita di Savoia. Ed è un elemento che si percepisce nei dettagli: non è una fortezza, è una casa pensata per abitare la montagna con stile, in un periodo in cui la montagna cominciava a essere anche un luogo di villeggiatura d’alta quota. È una residenza estiva concepita per godere di una splendida vista sul massiccio del Monte Rosa, costruita in un punto panoramico che domina la valle fino al ghiacciaio del Lyskamm.
Dentro il castello non “espone”, racconta. Gli interni non ti danno l’impressione di essere in un museo freddo. Ti restituiscono l’idea di una dimora con un gusto preciso, in cui la decorazione è parte dell’esperienza. Non serve andare a caccia di “stanze instagrammabili” (anche se, sì, ce ne sono): la sensazione più forte è la continuità tra fuori e dentro. Fuori hai le torri e la foresta. Dentro, hai un’eleganza d’altri tempi che resiste al passare degli anni fiera e immutabile.
A Castel Savoia esiste inoltre una fiaba in versione ‘botanica’, spesso sottovalutata: il Giardino botanico alpino, all’interno del parco del castello. È stato inaugurato nel 1990, si trova a circa 1400 metri di quota ed è organizzato come una serie di aiuole rocciose con piante tipiche dell’ambiente alpino, locali e provenienti anche da altre parti del mondo, selezionate per pregio ornamentale. Tra le specie presenti, la stella alpina (Leontopodium alpinum), il rododendro ferrugineo, l’arnica montana, le genziane, le sassifraghe e altre essenze alpine.

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