Vasi, lampadari e oggetti in vetro di Murano sono tra gli elementi d’arredo più desiderati. È molto comune trovarne nelle case degli italiani, che non mancano di impreziosire salotti e camere da letto con manufatti realizzati a Murano. Se i merletti di Burano sono prerogativa della vicina isoletta della Laguna Veneta, Murano ha allo stesso modo fatto della lavorazione del vetro il suo fiore all’occhiello. In questo fazzoletto di terra poco distante da Venezia, abili artigiani trasmettono da generazioni i segreti di una lavorazione artigianale che tutto il mondo ci invidia. Grazie alla loro manualità, alla tecnica e alla precisione che li contraddistingue, i soffiatori del vetro di Murano riescono a creare anche dei piccoli capolavori di gioielleria. Una volta raffreddati, i gioielli di Murano sono la quintessenza dell’eleganza lagunare.
Vetro di Murano, una lunga storia di bellezza
Bisogna andare molto indietro nel tempo per trovare il momento in cui la storia del vetro ha incrociato quella di Murano. Tutto è cominciato quando, nell’antichità, questa zona assunse una sempre crescente importanza sotto il profilo commerciale. L’Alto Adriatico rappresentava infatti un punto nevralgico per gli scambi commerciali tra popoli e mercanti di tutta Europa. È probabilmente in quel periodo storico che gli artigiani veneziani conobbero uno tra i materiali più pregiati provenienti dall’Oriente. Si trattava del vetro, di cui si riconobbero molto presto le pressoché infinite potenzialità artistiche. Si trattava di un materiale malleabile, facile da colorare e che manteneva intatta la colorazione nel tempo.
Come mai da Venezia la lavorazione del vetro si spostò a Murano? Per motivi di ordine pratico. Dato che il vetro doveva essere necessariamente essere lavorato ad alte temperature che potevano causare incidenti e pericolosi incendi, lo Stato di Venezia spostò i laboratori lontano dal centro cittadino. Una scelta che fece la fortuna di Murano, i cui vetri d’autore cominciarono già dal Rinascimento ad essere commissionati da ogni corte d’Europa. La fama del vetro di Murano crebbe ulteriormente a partire dalla seconda metà del Quattrocento, quando venne inventato il cristallo e ne fu introdotto l’utilizzo per la creazione di preziosi manufatti. Meravigliosamente fragili e delicatamente leggeri, i prodotti in vetro di Murano andarono sempre più diversificandosi, dando vita a versioni sempre più elaborate. Fecero così la loro comparsa il vetro smaltato, il vetro lavorato con fili d’oro e il vetro multicolore. Comparvero anche i primi esemplari di pietre in vetro, che per bellezza non avevano niente da invidiare alle pietre preziose originali.
Vetro di Murano, tecniche del vetro soffiato
Il vetro di Murano nasce principalmente in due fasi. In quella della cosiddetta prima lavorazione, materie prime come silice, sabbia, soda e vetro grezzo vengono fuse ad altissime temperature, che raggiungono anche i 1000 gradi. È questo il motivo per cui da Venezia la produzione venne anticamente spostata a Murano, ed è la stessa ragione per cui oggi il vetro viene realizzato in inverno.
La prima lavorazione è quella che serve a produrre il vetro, che nella seconda lavorazione viene maneggiato a freddo per i processi di decorazione, incisione e molatura. Ci sono differenti tipologie di seconde lavorazioni, come la canna vitrea e l’elaborazione a lume. Queste tecniche antichissime sono anche le più indicate in caso di produzione di gioielli in vetro di Murano come perle, anelli, pendenti, collane, orecchini vetro di Murano.
Date le loro dimensioni ridotte e la delicatezza del procedimento stesso, a chi crea gioielli in vetro di Murano è richiesta pazienza, fantasia, precisione e una notevole manualità. Aspetti che contribuiscono a dargli ancora più valore, rendendoli inconfondibili con i loro colori vivaci e lo stile esclusivo.
