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Feltre, la città dipinta è una delle città più eleganti (e sottovalutate) del Veneto

Feltre, la città dipinta è una delle città più eleganti (e sottovalutate) del Veneto

La città vecchia sta in alto, come se avesse scelto un punto privilegiato per guardare la Valbelluna e le Dolomiti bellunesi. Portici che fanno ordine, palazzi che raccontano secoli, affreschi disseminati ad ogni angolo e una piazza, Piazza Maggiore, che sembra costruita per essere attraversata con il naso all’insù.

Cosa fare e cosa vedere a Feltre

Cosa vedere a Feltre
Cosa vedere a Feltre

La visita di Feltre comincia quasi sempre qui, ed è giusto così. Piazza Maggiore è il centro simbolico e storico, nella sua conformazione rinascimentale, con una composizione di palazzi e quinte urbane che ti fa venire voglia di restare a guardare. Sulla piazza si affacciano edifici come Palazzo della Ragione (sede del Comune), la chiesa dei Santi Rocco e Sebastiano, il Castello di Alboino con la torre “el Campanon” e le Fontane Lombardesche: tutto nello stesso colpo d’occhio, tutto incredibilmente coerente. Da Piazza Maggiore si diramano le vie più belle del centro, e Via Mezzaterra è quella che devi fare con calma: è la strada dove Feltre mostra la sua “città dipinta” fatta di palazzi, proporzioni, scorci eleganti e dettagli da cercare.
Dal bordo della piazza, lo vedi subito: il Castello “di Alboino” è la presenza forte, quella che dà carattere alla parte alta. Ma il dettaglio che vale la salita è la sua torre superstite: una sola delle quattro torri angolari è conservata, ed è chiamata dai feltrini “el Campanon”. È una di quelle tappe che non ti danno solo un panorama: ti danno una prospettiva. Guardando dall’alto capisci davvero la città “verticale”, il modo in cui si appoggia al colle e come le strade si diramano dalla piazza.
Feltre ha una sorpresa teatrale, e non è una metafora: il Teatro de la Sena è una “piccola Fenice” dove non te l’aspetti. È ospitato al primo piano del Palazzo della Ragione, l’imponente edificio che domina Piazza Maggiore con i suoi portici. La cosa affascinante è che questo teatro è un piccolo gioiello di storia e riuso urbano: il palazzo fu costruito a partire dal 1510 (dopo le distruzioni delle truppe di Massimiliano d’Asburgo) e il loggiato palladiano risale al 1558. Qui Feltre ti mostra il suo lato più raffinato e “veneziano”, senza diventare imitazione.
A un passo dalla piazza principale c’è Piazzetta delle Biade, con il Palazzo Pretorio (oggi Municipio). Qui si trova la Sala degli Stemmi, un grande salone che “evoca memorie di Venezia e dei suoi podestà”.
Poi, salendo ancora un poco, arrivi al Duomo – Concattedrale di San Pietro Apostolo. È una presenza luminosa, austera e pulita, con quella semplicità che facilmente si ritrova nelle città di montagna.

Se c’è infine un luogo dove Feltre riesce davvero a stupire, è la Galleria d’Arte Moderna “Carlo Rizzarda”. È un museo dedicato ai ferri battuti e alle arti decorative del primo ’900, nato da un lascito testamentario: Carlo Rizzarda è ricordato come uno dei più importanti artisti del ferro battuto dei primi anni del Novecento. La galleria fu allestita nel 1938 e riaperta al pubblico con nuovo allestimento nel 2001. È una visita perfetta se ami i dettagli: lampade, ringhiere, inferriate e manufatti che ti fanno pensare a un’Italia in cui anche l’utile poteva essere poesia. Per dare spessore al tuo weekend a Feltre, c’è un’altra tappa che vale: il Museo Civico archeologico, ospitato nel cinquecentesco Palazzo Villabruna, nel centro storico, un edificio che spicca per equilibrio delle proporzioni e raffinatezza degli elementi in pietra intagliata.

Quando andare a Feltre: il weekend “giusto” e quello spettacolare

Feltre è bellissima in ogni stagione, ma se vuoi vederla trasformarsi, segnati un nome: Palio di Feltre. È la grande rievocazione cittadina, con giorni di festa che culminano tra fine luglio e inizio agosto (le date cambiano ogni anno, quindi conviene controllare il programma dell’edizione in corso). In quei giorni la città diventa teatro vero: costumi, contrade, atmosfere medievali che qui funzionano perché lo scenario non è finto: è la città stessa.

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