Insieme compongono un trittico d’autore da scoprire tra storia, cultura, paesaggio e gusto. E fanno venire una grande, anzi grandissima voglia di trascorrere un weekend d’autunno in questo angolo di Toscana ancora in parte nascosto e lontano dal turismo di massa che si ritrova invece in altre zone come il Chianti e la Val d’Orcia. L’autunno è la stagione perfetta per scoprire la Garfagnana in un weekend, muovendosi tra antiche mura merlate, fortezze medievali e specchi d’acqua su cui romanticamente si riflettono i boschi delle Alpi Apuane. Sono 3 borghi dal fascino tanto essenziale quanto irresistibile, capaci di raccontare l’anima più vera della Garfagnana.
Castiglione di Garfagnana, San Romano in Garfagnana con la sua quasi epica fortezza delle Verrucole e Careggine con la l’incredibile storia di Isola Santa sono cartoline d’acqua e pietra che ogni amante dell’autunno sogna di vedere almeno una volta.
Quando andare? Da fine ottobre a metà novembre per il foliage più intenso; ma anche le prime settimane d’ottobre regalano colori meravigliosi e giornate più lunghe, ideali per la fotografia e per visitare mura, rocche e laghi con luce morbida. Cosa mettere in valigia? Capi layering (termica + dolcevita + piumino leggero), palette naturali (nocciola, ruggine, verde bosco), un cappello a tesa morbida per lo styling delle foto in borgo. Ai piedi, alterna anfibi (per i ciottoli) e sneakers tecniche (per i sentieri).
Castiglione di Garfagnana, il borgo murato che guarda i boschi

Su un colle a circa 545 metri d’altitudine, Castiglione di Garfagnana si presenta interamente cinto da mura medievali. Una caratteristica che restituisce il senso di una storia militare antica e ben conservata. Bastano pochi passi sul camminamento per sentire il borgo “stringersi” in un abbraccio di pietra, con torri e rocca a vegliare la valle del Serchio. Non è un caso che Castiglione rientri tra I Borghi più belli d’Italia: qui l’atmosfera è autentica, senza finzioni, e i toni dell’autunno rendono tutto – se possibile – più struggente. Passeggiare tra porte, vicoli e chiese romaniche lentamente conduce nei punti più alti del borgo dove il panorama apre su quella la Garfagnana terra aspra e magnifica, dove ammirare una fitta trama di boschi che in ottobre e novembre virano dal giallo all’ambra. Il riferimento letterario quando si parla di Castiglione di Garfagnana è d’obbligo, poiché nientemeno che Ludovico Ariosto fu commissario estense in queste terre.
L’autunno a Castiglione di Garfagnana è anche un autunno di sapori, dato che è la stagione regina per la Farina di Neccio della Garfagnana DOP (protagonista di crêpes rustiche, biscotti e castagnacci memorabili) e per il Farro della Garfagnana IGP, base perfetta per zuppe corpose. La tradizione è viva e tutelata: c’è un disciplinare e un consorzio che preservano metodi e qualità. Ordina una zuppa di farro fumante e un dolce di castagne: è il modo più buono per capire dove sei.
San Romano in Garfagnana e la Fortezza delle Verrucole

Pochi chilometri separano San Romano di Garfagnana dall’icona medievale che domina la valle: la Fortezza delle Verrucole, un complesso a circa 600 metri d’altezza che, visto da lontano, sembra una nave di pietra ormeggiata sul crinale. Oggi è un luogo reso vivo dalle numerose rievocazioni storiche che ospita, insieme a tutta una serie di percorsi didattici e visite guidate che riportano in vita gesti, utensili, cucine e arti del Medioevo. In autunno, la salita verso la rocca attraversa boschi ramati e prati umidi di brina mattutina: la luce obliqua fa brillare le torri e il profilo delle Alpi Apuane all’orizzonte. All’interno, la narrazione è concreta e immersiva: ci si muove tra camminamenti, postazioni di tiro e sale ricostruite, con costanti affacci mozzafiato sulla Garfagnana. Una sosta al punto ristoro (la Taverna al Ratto Guerriero, se si vuole prendere nota) e poi di nuovo fuori, per l’ultima foto dal bastione al tramonto. D’autunno, il cielo assume quel colore rosa che riempie gli occhi e il cuore, e la pietra assorbe calore, regalando una palette cromatica sofisticata, perfetta per chi è a caccia di scatti emozionanti da condividere sui propri social. Sempre indossando il look giusto che parla di una vibe ben precisa: scarponcini in pelle, pantaloni scuri e maglia dolcevita color nocciola; nello zaino, un piumino leggero e un berretto in lana bouclé.
Careggine & Isola Santa, terrazze sulle Apuane e un villaggio sul lago

Careggine è un borgo “sospeso” sulle pendici del Monte Sumbra, a 882 metri: terrazze panoramiche, case in pietra, vicoli che profumano di legna, una vista che abbraccia le Alpi Apuane in una cornice che, in autunno, trova il suo stato di grazia. Pochi minuti d’auto e si raggiunge Isola Santa, minuscolo gioiello affacciato su un lago artificiale incastonato nel torrente Tùrrite Secca. A Isola Santa si incontrano casette in pietra dai tetti d’ardesia, un ponticello e solo il silenzio dei boschi. La storia del luogo è particolare: il bacino nasce nel 1950 con una diga (circa 38 metri), e il borgo, quasi abbandonato, è stato recuperato con cura. Oggi è un rifugio poetico per chi cerca quiete e bellezza, soprattutto in autunno quando il suo fascino è totale. Il lago fa da specchio a faggi e castagni, la nebbia del mattino avvolge tutto con dolcezza, il pomeriggio si apre baciato da una luce chiara che fa risaltare la pietra grigia e il verde scuro dei boschi intorno. È un set fotografico naturale di cui approfittare ad ogni passo. Cosa indossare? Una giacca trapuntata color ruggine o un parka verde salvia, sciarpa oversize e stivaletti in gomma lucida. Per chi ama l’outdoor, i sentieri attorno al lago e lungo la SP13 Via d’Arni permettono di alternare passeggiate facili e soste contemplative. E dopo aver vissuto avventure escursionistiche, una tappa gourmet è d’obbligo. Basta andare alla ricerca di una polenta di neccio o di dolci a base di farina di castagne, quasi un dovere morale in questa stagione.
