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Case dalle finestre finte e fiori che non appassiscono: in Liguria ci sono due perle che nascondono i trucchi più belli al mondo

Case dalle finestre finte e fiori che non appassiscono: in Liguria ci sono due perle che nascondono i trucchi più belli al mondo

Il mare di un arancione bruciato che sembra rubato a un quadro di Turner. La luce del Tigullio diventa un filtro cinematografico. Succede quando il riverbero del mare colpisce le facciate dipinte di Santa Margherita Ligure e rimbalza verso Portofino, accendendo quei trompe-l’œil che decorano le ville: finestre che non si aprono mai, persiane dipinte con una precisione maniacale, ghirlande di fiori che non appassiscono.
Si racconta che nell’Ottocento, Lord Carnarvon — l’uomo che avrebbe poi scoperto la tomba di Tutankhamon — camminasse su queste sponde cercando sollievo dalla polvere dell’Egitto. Non cercava il clamore, ma quella miscela di salmastro e pino marittimo che ancora oggi accoglie chi scende dal treno a “Santa”. È qui che inizia il gioco di specchi tra l’aristocrazia discreta di una cittadina che profuma di focaccia appena sfornata e il richiamo magnetico di un borgo che, da solo, ha ridefinito il concetto di glamour mondiale.

Santa Margherita, la signora in giallo (e terracotta)

Case di Santa Margherita Ligure
Case di Santa Margherita Ligure

Se Portofino è l’altare, Santa Margherita è la cattedrale. Più spaziosa, più stratificata, dotata di quella “Ligusticità” che alterna il rigore dei palazzi liberty alla vivacità dei gozzi nel porto. Calata Porto non è una passeggiata; è un’immersione in una tavolozza di colori che i restauratori locali proteggono con accanimento. Il “Giallo Santa” e il rosso porpora delle facciate non sono casuali: servivano ai pescatori, secoli fa, per riconoscere casa propria dal mare quando la nebbia scendeva fitta. Oggi quella funzionalità è diventata un canone estetico. Per capirlo davvero, bisogna salire a Villa Durazzo. Non limitatevi a guardare le palme dal basso. Entrate nel parco (l’accesso è libero, mentre il tour degli appartamenti costa circa 8 euro) e lasciate che i piedi calpestino il risseu, il tipico acciottolato ligure fatto di sassi bianchi e neri raccolti sulle spiagge. Il rumore dei vostri passi è lo stesso che sentivano i principi Centurione nel Seicento. Da qui, la vista sul golfo è un abbraccio di cobalto che giustifica ogni chilometro percorso.

La Passeggiata dei Baci

Esiste un modo per raggiungere Portofino che non prevede l’uso di un motore. È la passerella rossa che collega Santa Margherita a Paraggi, proseguendo poi nel bosco. È un percorso di circa 5 chilometri che vi costringe a un ritmo umano. Mentre camminate, l’odore della macchia mediterranea si fa prepotente: corbezzolo, mirto e quella resina di pino che si attacca alle dita se osate sfiorare un tronco. A metà strada si trova Paraggi, una caletta dove l’acqua assume un colore verde smeraldo così intenso da sembrare finto. Qui, la sabbia è un lusso raro in Liguria. Se volete fermarvi per un caffè ai tavoli dei bagni, sappiate che il prezzo del panorama è incluso nello scontrino (un espresso può costare anche 5 euro), ma la sensazione di essere in un’enclave sospesa tra le rocce non ha prezzo.

Portofino, il salotto della Liguria

Portofino
Portofino

Superato l’ultimo tornante, Portofino appare improvvisamente. Non è grande, non è imponente; è perfetta. La Piazzetta è un semicerchio di case alte e strette che sembrano tenersi per mano per non scivolare in mare. Prendete la salita verso la Chiesa di San Giorgio. Mentre gli altri si affollano per un selfie davanti ai mega-yacht di 60 metri ormeggiati al molo, voi salite fino al sagrato. Qui le ossa del santo patrono riposano in un silenzio rotto solo dal vento che soffia costante. Se proseguite ancora per dieci minuti, raggiungerete il Castello Brown. La sua terrazza è il punto più iconico della Riviera: da qui si vede l’incastro perfetto del porto, una geometria che ha stregato da Guy de Maupassant a Elizabeth Taylor.

Informazioni Pratiche

Muoversi: La linea bus 82 collega Santa Margherita a Portofino ogni 15 minuti, ma il modo più raffinato resta il battello (Servizio Marittimo del Tigullio). Il biglietto a/r costa circa 15 euro e vi regala l’approccio dal mare, l’unico che rende giustizia alle facciate color pastello.
Soggiorno: Se cercate il massimo dell’evasione, l’Hotel Splendido domina la scena, ma per un fascino più bohémien e contemporaneo, il Continental a Santa Margherita offre un accesso diretto al mare senza il peso della formalità.
Shopping: A Portofino, evitate i marchi globali che trovate a Parigi o New York. Cercate le botteghe che vendono il pizzo a tombolo o i calzaturifici artigianali come Mingo, che calzava l’Avvocato Agnelli.

L’estetica ‘Old Money’ in Riviera: 3 capi essenziali per un look impeccabile (senza sembrare uno straniero)

Liguria old money
Liguria old money

Il riverbero del sole sul teak dei motoscafi Riva ormeggiati al molo di Portofino ha un’intensità metallica che richiede una risposta estetica precisa, quasi architettonica. Qui, tra le creuse che salgono verso San Giorgio e i caffè di Santa Margherita, l’eleganza non si misura in loghi, ma nel fruscio millimetrico delle fibre naturali. L’estetica Old Money in Riviera è un esercizio di sottrazione: un silenzio visivo che dialoga con i colori pastello delle facciate, dove l’azzurro del mare non è mai un contrasto, ma un riflesso. Per evitare il cliché del crocierista in bermuda, il segreto risiede nella scelta di una palette materica che abbracci il bianco calce, l’ecru e il blu Savoia, declinati in silhouette che ignorano le mode per inseguire la permanenza.
Il primo pilastro è senza dubbio la camicia in lino “crudo”, ma con un tailoring che tradisca una provenienza sartoriale. Non la versione stropicciata da spiaggia, ma una struttura decostruita con collo alla francese da portare rigorosamente con le maniche arrotolate con studiata noncuranza. L’elemento che distingue l’insider è però il richiamo a un’artigianalità quasi perduta: il pizzo Macramé di Santa Margherita Ligure. Invece di relegarlo a decorazione da corredo, l’approccio moderno lo vuole come inserto materico su una borsa a mano in midollino o come bordatura millimetrica di un top in seta a taglio sbieco. Questo dettaglio prezioso trasforma il look in un omaggio alla storia marinara della costa, allontanando lo spettro dell’outfit da catalogo commerciale.
Il terzo pezzo essenziale, che sigilla la silhouette, è il pantalone a gamba larga in cotone ritorto o una gonna a colonna in jersey di seta. La chiave è il movimento: il tessuto deve oscillare seguendo il passo, imitando la fluidità delle onde che lambiscono i moli. L’outfit “time-less” perfetto si compone di questi tre elementi, stratificati con una maglia in cashmere leggerissimo appoggiata sulle spalle per quando la brezza di terra, al tramonto, inizia a farsi sentire tra i pini marittimi. È una divisa che permette di passare con disinvoltura dal ponte di un veliero alla penombra di una galleria d’arte in Via Roma, senza mai apparire fuori posto.

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